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Viganò |
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Implantologia
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Perdere
i denti rappresenta un dramma; la capacità di masticare e di parlare
peggiorano, influenzando negativamente la qualità della vita del
soggetto nel suo complesso.
- Negli ultimi trent'anni, per la sostituzione dei denti mancanti in
pazienti parzialmente o totalmente edentuli, ci si è rivolti
progressivamente ad un tipo di protesi che prevede l'utilizzo di radici
artificiali (impianti endossei)
che ha ottenuto sempre più largo consenso fino a diventare a tutt'oggi una
pratica a carattere rutinatrio. A queste conquiste hanno contribuito in
modo determinante gli studi di Brånemark e Schroeder i quali hanno
dimostrato che l'ancoraggio degli impianti al tessuto osseo, mediante un
contatto diretto, può essere ottenuto in modo predicibile.
- L'intima interfaccia tra il corpo estraneo bioinerte (impianto
endosseo) ed il tessuto osseo vitale, organizzato e rimodellante, è
stato definito
osteointegrazione o anchilosi
funzionale.
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- Gli studi clinici e di ricerca hanno portato alla stesura delle linee
guida circa l'utilizzo degli impianti nelle riabilitazioni protesiche
dentali:
- una precisa morfologia e disegno macroscopico;
- biocompatibilità dei materiali;
- adeguata quantità e qualità dell'osso residuo;
- corretta procedura chirurgica;
- adeguate condizioni di quarigione;
- qualità della superficie implantare.
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- Studi scientifici dimostrano inoltre che l'abilità di masticare con
una protesi su impianto osteointegrato
è del tutto simile a quella della dentizione naturale.
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