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| Consulente Scientifico Dott. Raffaello
Viganò |
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Ortodonzia
Trattamento
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- La collocazione spaziale delle arcate dentarie è in stretta relazione
con il complesso neuromuscolare del paziente.
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- Le arcate dentarie sono comprese in un sistema di muscoli che le
circonda ad anello sui due versanti linguale e vestibolare
determinandone il collocamento spaziale relativamente alle rispettive
basi ossee.
- Sul versante vestibolare insiste il muscolo orbicolare che con alcune
fibre si intreccia latero-posteriormente con il buccinatore. Dal canto
suo il buccinatore, nella sua porzione posteriore, verso l'interno della
cavità orale, si unisce con le fibre del costrittore del faringe a
livello del rafe pterigo-mandibolare chiudendo l'anello attorno alle
arcate. All'interno di questo anello muscolare e posteriormente alle
arcate dentarie si colloca l'assieme muscolare della lingua.
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- Sull'equilibrio di queste forze muscolari si regge l'armonia tra
arcate dentarie e ossa che si interrompe tutte le volte che sussitono
alterazioni delle basi ossee.
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- Le finalità del trattamento ortodontico sono quelle di riarmonizzare
le arcate dentarie non tra loro ma con le rispettive basi ossee. Sarà
compito dell'intervento chirurgico normalizzare il rapporto tra le
arcate riposizionando spazialmente le basi ossee. Le finalità da
perseguire nel trattamento ortodontico pre-chirurgico volgono al
sovvertimento della situazione di adattamento dentario sino a quel
momento raggiunto così da riportare ciascuna arcata dentaria in
equilibrio con la propria base ossea.
- Le due arcate dentarie vengono modificate in funzione dei
riposizionamenti delle basi ossee di sostegno in seguito agli
spostamenti chirurgici e ai movimenti rotazionali.
- Le modificazioni situazionali degli elementi dentari riportano gli
stessi in posizione ideale rispetto alla propria base ossea. I rapporti
che le arcate dentarie hanno tra di loro in questa fase vanno
peggiorando e torneranno normali solo dopo gli spostamenti chirurgici.
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- In conclusione, il trattamento ortodontico costituisce il presupposto,
dal quale non si può prescindere, all'intervento chirurgico, risoluzione
ultima nel trattamento delle disgnazie a crescita ultimata.
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